Itinerario nel centro storico di Monopoli: il Castello di Carlo V

Itinerario nel centro storico di Monopoli: il Castello di Carlo V

Progetto di potenziamento: “Scopriamo la città e il suo territorio” –  POLO LICEALE GALILEO GALILEI di MONOPOLI (BA), Studenti: Ignazzi Andrea, Federica Paone  Classe: I Sez. A Scientifico. A.S. 2016/2017. Docenti: Maria De Mola Patrizia Dormio, Patrizia Melone, Arianna Lillo, Cinzia Palazzo,  Raffaella Rotondo Dirigente: Martino Cazzorla. 

Anche quest’anno il Polo Liceale di Monopoli (Ba),  ha avviato un progetto di potenziamento dell’Offerta Formativa dell’Istituto che ha offerto a noi studenti la possibilità di  conoscere il nostro territorio attraverso visite guidate nel centro storico di Monopoli e presso la masseria fortificata Spina. Il tema conduttore del progetto è stato l’acqua nei diversi ambiti disciplinari: storico, storico-artistico, geologico e scientifico.  Il nostro lavoro si è incentrato sullo studio del castello di Carlo V, importante struttura fortificata edificata a ridosso del mare, in posizione difensiva. In particolare abbiamo approfondito l’aspetto delle trasformazioni subite dall’edificio nel corso dei secoli.

Percorso tematico: Castello Carlo V

STORIA CASTELLO CARLO V MONOPOLI
I lavori per la costruzione del castello terminarono nel 1552: il fortilizio fu voluto dall’Imperatore Carlo V nell’ottica del sistema di fortificazioni costiere pugliesi. Fu edificato su di un piccolo promontorio (detto Punta Penna), utilizzando come nucleo centrale la chiesa di “S. Nicola in Pinna” del X secolo e una grande porta romana del I secolo a.C. (fortificata da due corpi di guardia laterali a due piani), a sua volta innalzata sulle mura messapiche del V secolo a.C. Gli scavi archeologici degli anni 1990-2010 della Soprintendenza Archeologica di Puglia hanno eliminato ogni dubbio in proposito.
L’opera fu portata a termine sotto la supervisione del viceré Don Pedro di Toledo, oppure secondo altre versioni, dal marchese Don Ferrante Loffredo.
Nel 1600 viene ampliato e ristrutturato: la fisionomia esterna e la composizione interna viene grandemente modificata, passando così da una struttura prettamente di difesa ad una di tipo residenziale.
Nella prima metà del XIX secolo il castello diventa carcere mandamentale fino al 1969. Successivamente abbandonato, viene oggi utilizzato (dopo esser stato sottoposto, negli anni novanta, ad importanti lavori di consolidamento e restauro) come sede per ospitare importanti eventi culturali quali mostre pittoriche, fotografiche e cinematografiche.

1-Castello Carlo V Veduta dal mare

STRUTTURA DEL CASTELLO CARLO V
La semplice pianta del castello è arricchita da bastioni pentagonali che si innalzano ai cinque vertici. L’accesso principale è situato sulla facciata a sud-ovest in corrispondenza di una torre cilindrica, successiva all’impianto originario,alla quale si accedeva mediante una breve rampa a gradini. La torre è munita di un vano per l’alloggiamento del ponte levatoio ed è coronata in alto da arcatelli a tutto sesto aggettanti e piccole rose scolpite nel tufo. A sinistra della torre,un brano delle antiche mura,solidali alla fabbrica,divide in due l’intera facciata sud-ovest che rispetto ad esso assume due diversi orientamenti. La parte a destra più orientata a sud appare maggiormente ingentilita in seguito ad interventi di modifica e adattamento che accompagnarono il castello nel XVII secolo, durante il passaggio dalla funzione difensiva a quella residenziale. In alto si osservano delle grandi aperture strombate per i cannoni; al centro un balcone retto da mensole in tufo, ai cui lati sono due aperture finestrate. La facciata situata a nord-est è il prospetto più esposto alle correnti marine, solo recentemente protetto da grandi blocchi frangiflutti. La facciata più imponente del castello è interrotta dall’inserimento, ai due terzi circa della lunghezza, di un bastione pentagonale ospitante una loggia e munito di caditoie ai lati; sotto la loggia è affisso uno stemma scolpito nella pietra recante la data “1552” e il nome del viceré Don Pedro de Toledo, realizzatore dell’opera. In alto sono presenti delle torrette per l’avvistamento legate da un percorso di ronda. L’ingresso al castello è posto al piano rialzato, intermediato tra il piano cortile e quello a quota banchina, in corrispondenza della torre cilindrica che si affaccia verso la città. Questo ingresso è costituito da un vestibolo a pianta circolare.

9-terrazza

Proseguendo oltre il vestibolo si giunge in un grande vano attraverso una rampa che scende sulla destra, e con il piano cortile, attraverso una scala che sale dalla parte opposta dell’ambiente. Questo spazio è voltato a botte e chiuso a SE dalla parete esterna della chiesa di San Nicola de Pinna dell’XI sec.a pianta longitudinale con abside semicircolare con due campate e cupola è realizzata in tufi e presenta tracce di intonaco ed una serie di arcatelle ogivali in rilievo. Un passaggio collega il grande ambiente con un vano poligonale in corrispondenza del vestibolo al piano superiore. A nord del vano di partenza si apre una grande porta ad arco. Nel punto di raccordo tra il vano e la porta cambiano i materiali costruttivi: si passa da conci in tufo calcareo a grandi blocchi squadrati in pietra calcarea. Oltre la porta si accede a due grandi vani rettangolari con volte a botte e disposti a “L” . Infine completano il piano banchina una serie di cunicoli che immettono in un ambiente rettangolare.
Il piano cortile è opposto da una serie di ambienti in tufo voltati botte. Il piano passo ronda è costituito da un camminamento che si snoda lungo il lato castello che si affaccia sul mare.

LE TRASFORMAZIONI DELL’EDIFICIO NEL CORSO DEI SECOLI

3-Ipotesi ricostruttiva delle preesistezne inglobate nel castello

Il primo nucleo fortificato

Il castello sorge su uno scoglio. Tale luogo ha sempre avuto una funzione naturale di difesa e allo stesso tempo apertura nei confronti del mare con i suoi pericoli e i suoi traffici commerciali. Una grande porta i blocchi di pietra squadrati è la parte più antica presente all’interno del castello. A sud est della porta è visibile un tratto di cinta muraria nella quale si addossa l’abside della chiesa bizantina di San Nicola de Pinna seguendo la tendenza degli edifici benedettini ad occupare zone vicine alle mura garantendo la difesa degli ingressi più deboli che in quei secoli ( IX – XVII secolo) per città vicine alla costa, dato il pericolo di scorribande saracene.

4-Chiesa di San Nicola in Pinna

L’impianto del ‘500 e del ‘600.Il castello fortezza.

Nel ‘500 vi fu lo sviluppo dell’architettura militare sia per la minaccia turca e poi la scoperta della polvere da sparo mutò le strutture. La città fu dominata alternativamente dai veneziani e dagli spagnoli. Nel 1544 il viceré di Napoli Don Pedro de Toledo promosse la costruzione di opere di fortificazione e iniziò la costruzione del castello. Venne edificato il grande vano ad “L” e la scarpata a punta di diamante e il bastione pentagonale. Il castello utilizza come ingresso la porta e il piano principale del fortilizio quattrocentesco aumentando lo spessore. La scala in tufo porta alla piazza d’armi dove ci sono locali con copertura in legno usati come deposito per armi. Alcuni spazi vengono adibiti a cisterna per la riserva idrica. Poi vi erano i camminamenti che vanno lungo tutto il perimetro dell’edificio.

Le trasformazioni nel “600”. Il castello – residenza.

Verso il 1660 vengono realizzati lavori di ristrutturazione e ampliamento che cambiano l’aspetto e la destinazione.
Al 1645 risale la costruzione del corpo cilindrico dove c’è l’ingresso al piano rialzato. Nel 1660 il piano cortile cioè la piazza d’armi viene ristrutturato trasformando i locali cinquecenteschi a copertura lignea, in ambienti con volte a botte e poi realizzando la lunga rampa in pietra che conduce alla nuova piazza d’armi. Inoltre viene ruotata verso sud- ovest la direzione del castello forse per difendere castello e città dall’ avanzamento del fronte marino su un lato di costa esposto ai venti e alle mareggiate.

Nella seconda da metà del 1600 si consolida il dominio spagnolo e il castello perde i suoi caratteri di fortezza per rappresentare il potere centrale.
Gli ambienti del piano cortile assumono i caratteri della residenza: vengono aperte finestre e balconi, si creano vani di servizio e ogni locale viene munito di un camino per il riscaldamento.

L’impianto ottocentesco: il “castello-carcere”

Nel 1832 il castello viene trasformato in carcere e subisce vari interventi come gli ambienti intorno al piano cortile che vengono divisi all’ interno con murature. Anche il cortile viene diviso in più parti creando l’accesso per le visite all’aperto, bagni, cucine. All’interno del corpo cilindrico si sviluppa l’appartamento per il custode del carcere e la sua famiglia.
Il piano passo ronda ridotto alle torrette di vedetta sul lato mare e al camminamento, viene utilizzato per la sorveglianza. Durante la seconda guerra mondiale il terrazzo si arricchisce di due torrette di avvistamento.
Nel 1969 il carcere mandamentale viene chiuso e il castello viene abbandonato per un decennio e nel 1979 vengono promossi dal Comune lavori di consolidamento e restauro continuati nel 1991.

Attualmente il castello è usato come contenitore culturale e museo così come posteriormente la sala d’armi dove sono esposte le cannoniere a tiro radente.

15-interno sala d'armi

Sul prospetto laterale, dal lato banchina vi è un rilievo in cattivo stato di conservazione che ricorda l’incendio avvenuto il 28 agosto del 1971 sulla nave petroliera convertita in nave passeggeri “Heleanna”. Una lapide commemorativa evidenzia che la città di Monopoli si distinse per l’opera di salvataggio prestata dai pescatori e ricevette la medaglia d’argento al valore civile.

13- Rilievo e lapide

BIBLIOGRAFIA: da Monopoli nel suo passato n.5 – M.Barletta – A.Papio – S.Rotondo “Contributo storico-critico ad uno studio sistematico sulle trasformazioni del castello di Monopoli” Grafischena 1992

 

Studenti: Ignazzi Andrea, Paone Federica

Polo Liceale di Monopoli (BA) Classe: I Sez: A Scientifico A.S.: 2016/2017

ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE – Polo Liceale “Galileo Galilei” – Monopoli
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